Tutti abbiamo in mente le immagini di Britney Spears di qualche tempo fa in cui si rasa i capelli a zero in evidente stato di alterazione psico-fisica, dando inizio in quel preciso momento ad una escalation autodistruttiva che la portera’ a perdere la custodia dei figli, la sua immagine di Lolita sexy, l’abitudine di indossare le mutande e la sua salute mentale per svariati anni.
Chi se la ricorda nei panni di una liceale ammicante o nella grandiosa performance dei VMAs 2000 non avra’ potuto far a meno di chiedersi “Cara Britney,hai tutto....che ti manca per ridurti cosi’?” di fronte a quello spettacolo cosi indecoroso.
Tuttavia, Britney non e’ la sola ad essere vittima del paradosso dell’abbondanza.......c’e’ un paese in cui circa 70 milioni di persone siedono su una ricchezza infinita: un trono fatto di oro,diamanti,coltan,rame, petrolio ed un’ incredibile quantita’ di capitale naturale....eppure il 70% della popolazione vive al di sotto della soglia di poverta’, con tutte le conseguenze del caso in termini di aspettative di vita, scolarizzazione, accesso ai servizi sanitari di base, reddito e attivita’ produttive, democrazia, diritti umani e condizioni delle donne e dei bambini, soprattutto nelle zone rurali.
Nelle aule accademiche, negli scaffali delle biblioteche, nei report delle agenzie ONU e delle istitutizioni internazionali finanziarie questa condizione viene descritta come “natural resource curse”, ovvero la maledizione delle risorse naturali; con questo termine i professoroni tendono a descrivere l’incapacita’ di alcuni paesi (soprattutto in via di sviluppo e nel continente africano) di implementare efficaci politiche di crescita economica e riduzione della poverta’ a lungo termine, malgrado le ingenti somme e i profitti derivanti dalla concessione di contratti di sfruttamento delle loro risorse naturali a compagnie private e a paesi terzi.
Noi non siamo professoroni e quindi possiamo semplicemente definirla “una gran sola”....ma non e’ questo il punto. Le motivazioni che tentano di spiegare questo meccanismo sono molteplici e principalmente di carattere politico e di convenienza economica, ma il paradosso dell’abbondanza ha anche una dimensione molto umana ed esistenzialista. A chi di noi infatti non e’ capitato almeno una volta nella vita di dirsi “ho tutto....ma perche’ allora mi sento come se non avessi nulla?”
Il Management Village, il luogo dove vivo, meglio conosciuto come Guantanamo (e questo gia’ la dice lunga) e’ un perfetto esempio in questo senso.
Noi espatriati viviamo in comode casette, non dobbiamo pensare alle pulizie, al bucato o al cibo, abbiamo una piscina, una palestra e un open bar sempre a disposizione, i salari sono piu’ che decenti e le giornate scorrono sempre abbastanza tranquillamente......eppure a giudicare dalle facce, questa condizione non sembra essere percepita totalmente come una benedizione. “Caro espatriato, hai tutto....che ti manca per ridurti cosi’?”
Le risposte piu’ gettonate sono: “voglio piu’ privacy, non si possono avere delle tende?”, “vorrei non annoiarmi la domenica”, “vorrei piu’ varieta’ di cibo nella mensa”, “vorrei l’aumento”, “vorrei mia moglie vicina”, “vorrei trovare l’amore vero”, “Francesca, tu ce l’hai un fidanzato?”, “come faccio a spiegare ai congolesi del campo che preferisco che mi rubino il pc piuttosto che usare il mio spazzolino, il mio wc e il mio divano per guardare la tv?”, “Francesca, posso essere il tuo fidanzato?”.
Posta la legittimita’ o meno delle risposte, a quanto pare cosi’ come i tassi di crescita economica e del Pil non dicono tutto del livello di sviluppo di un paese, un lavoro ben remunerato e un campo super accessoriato non portano dritti dritti alla felicita’.
Attualmente Britney ha di nuovo i suoi stupendi capelli eccessivamente biondi, e’ il nuovo giudice di X Factor USA ed ha un fidanzato super figo; mentre il Congo l’anno scorso si e’ piazzato di nuovo all’ultimo posto nella lista dei paesi in base all’indice di sviluppo umano.
Quindi io a questo punto vi chiedo: come si fa a trasformare la maledizione di nuovo in benedizione?
Francesca
PS: come avrete notato, non ho fatto nessun paragone esplicito con la realta’ di Kolwezi e delle persone nei villaggi....era intenzionale! Prima di darmi una risposta infatti, vorrei che guardaste su youtube il pezzo del film “Mzungu” in cui Giobbe Covatta si finge il prete di una congregazione sperduta nella savana africana e “racconta” al cardinale la quotidianita’ della comunita’ per cui lavora. EPICO!
Attendo con ansia le vostre risposte!
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